
Man mano che gli uomini si fecero più abili nella concia, crebbe con loro la varietà di oggetti e abiti in pelle. La storia della pelle attraverso le epoche attraversa il cuore dell’Europa e varca l’oceano fino alle Americhe, lasciando il segno nei palazzi spagnoli, negli eserciti romani, nelle profumerie francesi e nelle pianure aperte del West americano. Ecco come si è svolto questo viaggio.
Ovunque mettesse radici un mestiere o un’industria, una conceria era raramente lontana.
La Spagna e la nascita del cuoio di Cordova
Nella Spagna dell’ottavo secolo, i Mori al potere misero a punto una concia che diede il celebre cuoio di Cordova, detto anche pelle spagnola. Questa pelle di capra conciata in modo morbido veniva tinta in una vasta gamma di colori e spesso profumata, il che la rendeva preziosa ben oltre la Spagna.
Nel quindicesimo secolo la pelle spagnola era un segno di raffinatezza in tutta Europa. Molte case avevano arazzi, tappezzerie, rilegature, gilet e giacche in pelle, alcuni dipinti a mano, intagliati, intarsiati o impressi in argento e oro. Quel gusto per la pelle morbida e colorata risuona ancora in un capo come la nostra giacca da motociclista in pelle scamosciata marrone, morbida al tatto e fatta per essere mostrata.
L’Italia: dalla foglia d’oro alle grandi concerie
In tutta Europa le concerie nascevano spesso accanto ad altri mestieri. Solofra, in Italia, è celebre oggi per le sue molte concerie di qualità, ma la città fu famosa dapprima per tutt’altro: la foglia d’oro, usata nel Quattrocento per decorare gli edifici italiani e i loro interni.

Per battere l’oro in fogli sottilissimi, gli artigiani martellavano grandi lingotti su un pesante cuscino di pelle. Quei cuscini si consumavano in fretta sotto un anno di colpi, e all’inizio gli artigiani importavano la pelle a caro prezzo. Col tempo iniziarono a conciare la propria, e molti aprirono attività secondarie di selle, fruste e stivali in pelle. Quando l’architettura abbandonò la foglia d’oro, le famiglie che ne vivevano dovettero reinventarsi, e molte passarono alla concia a tempo pieno. Oggi a Solofra nessuno fa più la foglia d’oro, ma la città conta più di duecento conciatori.
Roma e le radici della pelle europea
La storia europea risale molto più indietro. Nel 1873 una conceria fu portata alla luce tra le rovine di Pompei, prova che i Romani già producevano calzature, abiti e ornamenti in pelle. Avevano appreso il mestiere dagli Etruschi, vissuti tra il 750 e il 500 a.C., che lo trasmisero a Roma, dove divenne un mestiere rispettato con una propria corporazione di conciatori.
All’inizio i soldati romani usavano la pelle soprattutto per scudi, corazze e sandali. Combattendo le tribù teutoniche nomadi nel freddo del nord Europa, notarono che esse indossavano interi capi di pelle. I Romani adottarono l’idea e tornarono a Roma indossando pantaloni di pelle che chiamavano braccae.
La Francia: quando la pelle incontrò il profumo
La Francia offre un altro esempio di alleanza tra la pelle e un mestiere vicino. Nel diciassettesimo secolo la nobiltà francese portava guanti e manopole di pelle, ma la concia vi lasciava un odore sgradevole. La soluzione fu bagnarli nel profumo. Poiché le concerie erano riunite nel sud della Francia, i profumieri vi si recavano a vendere e col tempo vi si stabilirono. Le concerie se ne sono andate da tempo, ma l’industria del profumo resta concentrata a Grasse, nel sud. La pelle divenne anche abito alla moda in tutta Europa, e nell’Inghilterra del Cinquecento e Seicento si usava come nell’antica Roma, per capi protettivi nel lavoro o in battaglia.
Le Americhe, dal sud al nord
Mentre l’Europa affinava l’arte della concia, le grandi civiltà delle Americhe sviluppavano la propria. I popoli azteco, maya e inca confezionavano abiti con le pelli di animali locali come il daino, il bisonte e il cervo.

Al nord, i primi coloni europei portarono i loro metodi di concia e li arricchirono con le tecniche avanzate dei nativi nordamericani, tra cui la concia all’olio. I nativi costruivano tepee in pelle e ornavano abiti e mocassini con perline, piume, aculei di porcospino e ossa, talvolta dipingendo sulla pelle scene di battaglie celebri. Entro la fine del Seicento le concerie si erano diffuse nelle prime colonie americane. Ispirandosi alle tradizioni native, i coloni del West indossavano giacche, gilet, chaps, stivali e manopole in scamosciato con frange, un look che il nostro blazer in pelle stile western mantiene ancora vivo.
Dall’eredità al guardaroba moderno
Ciò che lega tutto questo è la continuità. Gli stessi istinti che vestivano i soldati romani, i nobili spagnoli e i cavalieri della frontiera plasmano ancora il modo in cui indossiamo la pelle. Un capo come la nostra giacca in pelle a righe bordeaux raccoglie secoli di questa eredità in un solo capo moderno.
Conclusione
Dalle pelli di capra profumate della Spagna moresca ai battitori d’oro di Solofra, dalle braccae romane allo scamosciato delle pianure americane, la pelle si è intrecciata nella storia di due continenti. Indossarla oggi significa ereditare un mestiere che ha attraversato imperi e oceani, e che si sente ancora del tutto vivo.
Domande frequenti
Cos’è il cuoio di Cordova o pelle spagnola?
Il cuoio di Cordova è una pelle di capra conciata in modo morbido, creata dai Mori nella Spagna dell’ottavo secolo. Veniva tinta in molti colori e spesso profumata, e nel quindicesimo secolo decorava le case di tutta Europa.
Perché la città francese di Grasse è legata al profumo?
Nel diciassettesimo secolo le concerie del sud della Francia profumavano i guanti di pelle per coprire l’odore della concia. I profumieri vi si recavano per rifornirle e finirono per stabilirsi, ed è per questo che Grasse resta un centro del profumo.
Cosa erano le braccae?
Le braccae erano pantaloni di pelle indossati dai soldati romani. Li adottarono dopo aver incontrato tribù del nord Europa che vestivano interamente di pelle, e riportarono lo stile a Roma.
Cos’è la concia all’olio?
La concia all’olio conserva la pelle con oli che la mantengono morbida e impermeabile. I nativi nordamericani erano molto abili, e i primi coloni europei migliorarono i propri metodi imparando da loro.


